Spessore marmo e viaggio nel tempo alla scoperta di questa roccia

By 10 Luglio 2019Marmi
Spessore marmo

Con il marmo, materiale lapideo pregiato, nobile e versatile, è possibile realizzare rivestimenti e qualsiasi tipologia di decoro di spazi interni ed esterni. I marmi italiani possono essere impiegati in progetti ed applicazioni per ambienti interni o outdoor, e per opere destinate sia all’uso pubblico che privato.

Il marmo dona personalità ed originalità a realizzazioni come pavimenti, scale, rivestimenti in stile sia classico che moderno, oggetti decorativi, elementi di arredamento, piani di lavoro per cucine e molto altro ancora.

Vi invitiamo a prendere visione di alcune delle opere in marmo realizzate dalla poliedrica azienda Fantini Mosaici | Marmi.

Spessore marmo

Dopo l’estrazione dalle cave e dai bacini marmiferi, il marmo viene messo in commercio sotto forma di lastre, semilavorati di forma, generalmente, rettangolare realizzati con tecniche di taglio differenti.

Lo spessore delle lastre di marmo varia da 1 centimetro ad un massimo di 30 centimetri. Lo spessore di 1 centimetro è l’estremo al di sotto del quale le lastre di materiale marmoreo risulterebbero difficili da lavorare ed eccessivamente fragili. Oltre i 30 centimetri di spessore, invece, il marmo cambia tipologia di classificazione, e viene denominato massello.

Che cos’è il marmo alleggerito

Il marmo leggero è un materiale composito costituito da:

  • marmo;
  • Honeycomb, celle di alluminio racchiuse in tessuto di vetro impregnato, resistente e, al contempo, di un’estrema leggerezza.

Materiale riciclabile ed immarcescibile, che trova largo impiego nel settore aeronautico, l’Honeycomb, o nido d’ape d’alluminio, garantisce:

  • leggerezza;
  • resistenza alla compressione, al taglio, al fuoco ed alla corrosione;
  • planarità;
  • rigidità.

L’Honeycomb è utilizzato anche come anima per pavimenti in marmo. Il marmo ed il nido d’ape d’alluminio vengono incollati mediante colle epossidiche bicomponenti che garantiscono un’ottima tenuta.

Prodotto estremamente versatile, il marmo leggero ha ben poche limitazioni di utilizzo in confronto al marmo tradizionale. È possibile ottenere lastre di marmo leggero di dimensioni fino a 3100×1500 mm, dunque ben oltre i formati standard delle tradizionali lastre disponibili sul mercato. Inoltre, più piccole sono le celle esagonali in alluminio dell’Honeycomb più resistenza garantiscono.

Spessore marmo leggero

Per quel che riguarda lo spessore, in base alle proprie necessità progettuali si possono definire su misura.

Lo spessore del marmo è normalmente è di 5 millimetri, mentre lo spessore delle celle in alluminio dell’Honeycomb spazia da un minimo di 5 millimetri ad un massimo di 100 millimetri.

Cave e bacini marmiferi in Italia

Pietra naturale affascinante, funzionale e versatile, il marmo è un materiale lapideo estremamente diffuso nel nostro Paese. Molto richiesti in tutto il mondo, i marmi italiani sono contraddistinti da:

  • elevato grado di lavorabilità;
  • durevolezza;
  • resistenza ad abrasioni, urti, calpestio, usura e basse temperature;
  • lucidabilità;
  • facilità di manutenzione;
  • elevatissimo valore estetico e stilistico.

L’abbondanza di cave e bacini marmiferi in Italia con conseguente attività estrattiva rendono il marmo una delle pietre naturali più utilizzate in edilizia, nell’arte musiva e nelle realizzazioni architettoniche di elevata qualità. Il nostro Paese si pone, infatti, al primo posto nel mondo nella produzione e commercializzazione di marmo ed materiali lapidei di pregio.

Oggi le cave in funzione in Italia sono quasi 5000 e l’estrazione di materiali lapidei pregiati, come i marmi, cresce in maniera continuativa.

Dove si trovano i principali bacini marmiferi sul territorio italiano? Da Nord a Sud, in tutto il Bel Paese sono presenti formazioni marmifere. Vediamole:

  • Alpi Apuane, in Toscana. A cavallo tra le province di Massa Carrara e Lucca si trovano i giacimenti marmiferi più estesi del Paese, citati anche da Dante nella Divina Commedia, nel canto XX dell’Inferno. Carrara, nello specifico, è considerata la capitale mondiale del marmo, con le sue cave conosciute fin dai tempi antichi. Qui ogni anno vengono estratti, lavorati e commerciati milioni di tonnellate di marmo;
  • Verona, in Veneto, è il principale centro per l’estrazione e la lavorazione del marmo del Nord Italia. Nell’area di Verona vengono estratti il classico Rosso di Verona, il Verdello ed il Giallo Verona;
  • Lombardia, con i più noti siti di produzione di marmo concentrati nelle province di Brescia, Bergamo e Sondrio. Tra le varietà di marmo più famose estratte nel territorio lombardo abbiamo la Breccia Aurora;
  • Friuli-Venezia Giulia, dove l’estrazione del marmo vanta origini molto antiche. Furono i Romani ad aprire le prime cave nel Carso;
  • Piemonte: nel comune di Mergozzo, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, viene estratto il marmo di Candoglia, utilizzato per la costruzione del Duomo di Milano e per i lavori di restauro e manutenzione;
  • Puglia, con importanti bacini marmiferi nelle Murge settentrionali e sul Gargano;
  • Trentino-Alto Adige, con abbondante presenza di graniti e porfidi;
  • Vicenza, in Veneto, nota per la produzione di marmi bianchi;
  • Liguria, nota per la produzione di Portoro, Ardesia ed il marmo Rosso Levanto nella Riviera spezzina;
  • Marche, con i più noti siti di produzione di marmo a Pesaro ed Ascoli Piceno;
  • Calabria, con importanti giacimenti del noto Verde di Calabria a Gimigliano;
  • Sardegna, con importanti cave di marmo e granito nella provincia di Nuoro;
  • Sicilia, in cui viene estratto il famoso Botticino di Sicilia.

Le cave ed i bacini marmiferi del nostro Paese sono stati testimoni indiretti di grandi avvenimenti a partire dall’epoca dei Romani fino ai nostri tempi.

Storia dell’attività estrattiva in Italia

Quando si cominciò ad estrarre il marmo? In che modo i popoli antichi prelevavano i blocchi di marmo dalle montagne? E come li trasportavano fino a valle? Ti accompagniamo in viaggio nel tempo alla scoperta della lunga storia dell’estrazione del marmo.

La storia dell’attività estrattiva inizia approssimativamente 2000 anni fa. All’epoca dei Romani, con martelli e scalpelli metallici venivano eseguiti tagli a trincea nella roccia sfruttando le linee di fratturazione già presenti nel marmo. I tagli venivano poi allargati ed aperti mediante cunei di ferro o legno colpiti con delle semplici mazze.

Nel Settecento con l’introduzione dell’esplosivo tra le tecniche estrattive, le operazioni di scavo ed estrazione vengono notevolmente velocizzate. Nell’Ottocento, l’uso di macchinari appositi, come, ad esempio, il filo elicoidale con cui tagliare più blocchi simultaneamente, determinò un notevole incremento della produzione.

Un’ulteriore rivoluzione nell’attività estrattiva ha avuto luogo negli anni Ottanta con l’introduzione di tecniche moderne di taglio basate sull’uso del filo diamantato e delle lame a catena diamantate.

Trasporto del marmo

Ai tempi dei Romani, il marmo estratto veniva trasportato a valle in due modi, ossia:

  • facendo rotolare i blocchi di marmo lungo i versanti delle montagne;
  • trasportando i blocchi di marmo su una sorta di slitta di legno, detta lizza, trattenuta da cavi e trascinata lungo percorsi appositamente predisposti, tuttora visibili nelle Alpi Apuane.

Con l’arrivo dei mezzi pesanti su gomma nel secondo dopoguerra, la lizzatura è stata abbandonata. La diffusione della ferrovia è stata determinante per facilitare il commercio del marmo.

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